Giuseppe Verdi - di Alessandro C.

A che età ha deciso di fare il musicista?

Da bambino ero attratto dai musicisti ambulanti che frequentavano l’osteria di papà Carlo che si trovava su una strada di passaggio. Poi papà mi regalò una spinetta, uno strumento a tastiera simile al clavicembalo, sul quale mi divertivo a cercare le note e gli accordi. Poi presi lezioni di organo e di lettura musicale ed in seguito andai a Milano da un insegnante privato perché al conservatorio non mi vollero. Molti anni dopo capirono l’errore, caro Alessandro!

Sa suonare qualche strumento?

Il pianoforte ma lo imparai tardi e con alcuni difetti di impostazione, come dissero i professori del conservatorio. Ma non importa, mica dovevo dare concerti; saper suonare il pianoforte mi serviva per comporre le mie opere e provare se quello che scrivevo funzionava bene.

A chi è ispirata l'opera "Va' pensiero"?

Veramente l'opera è "Nabucco" e racconta la storia del re babilonese Nabucodonosor che mise a ferro e fuoco Gerusalemme deportando il popolo di Israele in Babilonia. Qui, sulle sponde dell'Eufrate, gli Israeliti in preda alla malinconia ripensavano al paese lontano: il loro canto doloroso è il celebre coro Va' pensiero sull'ali dorate

Quali erano le sue aspirazioni?

Quelle che effettivamente sono riuscito a realizzare con il mio mestiere e la mia arte: creare emozioni attraverso le storie che raccontavo con la mia musica. E quante storie: popoli oppressi, re, banditi, buffoni, trovatori, antichi egizi ... e via dicendo

Si è mai occupato di politica?

Sì, ma controvoglia: fui eletto deputato del Regno d'Italia nel collegio di Borgo San Donnino (Piacenza). Le lunghe sedute al Parlamento mi annoiavano: ne approfittavo per buttare giù sul foglio pentagrammato qualche idea musicale che mi veniva in mente in quei momenti. Appena ho potuto mi sono ritirato. Io faccio il musicista, il mestiere del politico lo lascio ad altri.

Dove è nato?

A Roncole, frazione di Busseto (Parma), il 10 ottobre 1813. A quei tempo era sotto il dominio francese di Napoleone Bonaparte ma già due anni dopo era tornata austriaca ed inquadrata nel ducato di Parma e Piacenza. Pensa che per andare a Milano era necessario il passaporto perché era nel Regno Lombardo Veneto; per i milanesi ero quindi uno straniero!

Com'è stata la sua infanzia?

Abbastanza felice anche se ero solo; avevo una sola sorella più grande di me ma morì in giovane età. Non avevo amici, gli altri ragazzi giocavano ed io dedicavo il mio tempo allo studio. Loro mi dicevano Söna, té ... müsicista!