Giacomo Puccini - di Matilde C.

Quale è stata la tua prima canzone che è piaciuta a te ma non agli altri ?

Premetto di non aver scritto canzoni ma solo opere liriche. Ho avuto qualche difficoltà con Le villi del 1883 ed Edgar nel 1889 che hanno avuto una tiepida accoglienza. Ma la batosta più grande l'ho avuta con la prima di Madama Butterfly, nel 1904 al Teatro alla Scala, che fu un insuccesso completo; ammetto però che non era strutturata bene, con il secondo atto che durava il doppio del primo. Il mio amico Arturo Toscanini, che dirigeva l'orchestra, mi aveva messo in guardia: "Dividi in due il secondo atto, così è troppo lungo" ma io non volli ascoltarlo. Aveva ragione, invece. Corsi ai ripari, divisi in due il secondo atto inserendo il celebre coro a bocca chiusa e l'intermezzo sinfonico all'inizio del terzo atto. Ripresentai l'opera al Teatro Grande di Brescia e questa volta fu un successo totale.

Quando hai iniziato a suonare, è successo per caso ?

No, affatto. Venivo da una famiglia di musicisti che però erano attivi in chiesa come organisti e maestri di cappella nel Duomo di Lucca. Ero destinato anch'io a quel lavoro ma la musica non mi interessava affatto; mi appassionavano la caccia, le fionde, le trappole e i legacci. A diciotto anni però ebbi l'occasione di vedere Aida al Teatro di Pisa e fu lì che capii che volevo fare il musicista ma non di chiesa; volevo diventare compositore di opere e raccontare storie d'amore, di amicizia e di sofferenza.

Che emozioni provi suonando ?

Le emozioni più belle, soprattutto quando scrivo melodie e duetti d'amore. Sono le pagine che mi riescono meglio!

La cosa che sei più bravo a fare è suonare o c'è anche qualcos'altro?

Me la cavo al pianoforte, del resto mi serve per comporre la mia musica e verificare che vada bene. Ma ti confesso che nel tempo libero amo andare a caccia e a pesca sul lago di Massaciuccoli, vicino a Viareggio, dove possiedo una villa. Ho anche qualche vizio: mi piace fumare!

Per te suonare è come parlare in modo diverso?

La musica è un linguaggio universale. Tutto il mondo ha pianto, e si commuove ancora con le storie d'amore di Rodolfo e Mimì, Tosca e Cavaradossi, Minnie e Dick, e il sacrificio supremo di Cio Cio San e Liù.

Ai tuoi amici piace la tua musica o c'è stato qualcuno che non ti sopportava?

Andavo d'accordo con tutti, a parte qualche screzio nel 1896 con un mio collega, Ruggero Leoncavallo. Non sapevo che stava scrivendo anche lui La bohème tratta dal romanzo di Henry Murger, e quando presentai la mia battendolo sul tempo la prese assai male ... Mi spiace dirlo ma la mia Bohème è molto più bella della sua. Sarò presuntuoso ma sono toscano e dico le cose senza peli sulla lingua!