Intervista a Wolfgang Amadeus Mozart - di Elena T.

Quando e da dove è iniziata la tua passione per la musica?

Papà Leopold era violinista nella Cappella Arcivescovile del duomo di Salisburgo, la città austriaca dove sono nato. È stato lui ad insegnarmi la musica quando ero un bambino.

Se potessi tornare indietro nel tempo cambieresti qualcosa?

Eviterei di assumere il mercurio come medicinale. Mi ha devastato le reni e ha accellerato la mia fine quando ero ancora troppo giovane …

Chi è stata la persona più importante per te e che ti ha sostenuto fino alla fine?

Fino alla fine? Nessuno. Papà mi ha fatto studiare musica e mi ha fatto incontrare molte persone importanti. Ha curato la mia preparazione e mi ha presentato all’Europa poi però voleva che restassi a fare il musicista stipendiato a Salisburgo. Ma era un ambiente talmente provinciale e il mio genio era sacrificato, ingabbiato dall’ottusità dell’arcivescovo Hyeronimus Colloredo. A ventisei anni mi trasferii a Vienna e mi sposai; papà la prese molto male e da allora non ci parlammo più.

Non ti scoraggiano le critiche delle persone?

È dura ma lascio fare. Io sono un genio, se non piace oggi la mia musica piacerà domani. Anzi, sicuramente seppellirà certa musicaccia che sento in giro.

Hai altri talenti nascosti o altre passioni?

Passioni no ... la musica assorbe tutto il mio tempo. Lavoro anche di notte perché scrivo sempre musica, devo mandare avanti la famiglia. Spesso compongo contemporaneamente quattro o cinque brani diversi. Quanto ai talenti, ho un dono particolare oltre alla musica: so parlare correttamente tre lingue, oltre il tedesco, l'italiano e il francese che ho imparato da bambino con estrema facilità.

Quando ti esibivi quali emozioni provavi?

La gioia e il piacere di fare musica per la gente, soprattutto la gente semplice che apprezzava il mio lavoro. Ricchi e nobili non capivano nulla, addirittura l'imperatore d'Austria sosteneva che scrivessi troppe note... ho detto tutto!

Hai mai avuto un momento in cui non ce la facevi più e volevi mollare tutto?

No, mi bastava la musica che mi tirava su di morale. Non avrei mai potuto mollare tutto e privare i posteri della mia meravigliosa musica.

Ogni giorno quanto tempo dedichi alla musica?

A parte le ore di sonno, tutte le altre sono totalmente assorbite dalla musica. Mi tengo persino la pipì, ih ih ih!

La famiglia per te è molto importante?

Fondamentale. Volevo molto bene a mamma che purtroppo ci lasciò molto presto. Adoro anche Nannerl, mia sorella, e ovviamente papà che però era molto severo. So di aver avuto altri sei, tra fratelli e sorelle, prima di me ma sono morti tutti in tenerà età. Purtroppo anche dei miei figli ne sono sopravvissuti solo due: Carl Thomas e Franz Xaver.

Da piccolo ti saresti mai aspettato di avere tutto questo successo?

No, e francamente non mi interessava. Io volevo solo fare musica per il mio piacere personale e vivere sereno con mamma e papà